Nella prima tappa a circuito del neo Giro di Svizzera 2026, la Sondrio-Sondrio, interamente sul territorio italiano, Tadej Pogacar ha dettato ancora una volta la propria legge dopo un mese e mezzo lontano dalle gare.
Si è ripartiti laddove ci si era fermati, ai primi di maggio: dopo un mese e mezzo senza corse, Tadej Pogacar ha rotto il proprio personale digiuno tornando in gara e dominando la prima tappa del nuovo Giro di Svizzera, imponendosi nella Sondrio-Sondrio: allungo a 70 chilometri dal traguardo e il vuoto si è aperto alle spalle dello sloveno. Il solo Carapaz (a +2'13) ha provato a resistere, ma i distacchi sono già enormi e il messaggio è arrivato forte e chiaro: lo sloveno non fa sconti a nessuno.
Un Giro di Svizzera che è stato annunciato da più parte come un ricco e prelibato antipasto del Tour de France: rinnovato nella formula e nel tracciato, con un parterre di partenti da primi della classe. Tanti i campioni, tanti i team di livello, tutti pronti a prendersi le sensazioni necessarie per avvicinarsi al Tour de France nel modo migliore. Ma ancora una volta, e come sempre quando si presenta al libro firma, Tadej Pogacar ha lasciato solamente le briciole alla concorrenza, prendendosi l'intera scena sin da subito. L'assolo di Pogacar, da solo a Sondrio nella prima tappa del Giro di Svizzera C'erano un paio di perplessità attorno al campione del mondo in carica: un mese e mezzo di allenamenti senza corse e un Giro di Svizzera a circuito, non troppo duro, con poche rampe di livello ma tanti strappi, continui e frazioni molto mosse. Come reagirà Pogacar? Era il pensiero dei più e Tadej ha risposto di par suo: scatto a 70km dall'arrivo, progressione decisa e ha lasciato tutti sui pedali. In meno di 20km si è preso un paio di minuti di vantaggio, senza mai dare la reale sensazione di spingere al massimo, anzi. In assoluto controllo, anche grazie all'ottimo lavoro di squadra della UAE che è stata perfetta nell'amministrare la tappa nella prima parte di tracciato.











