E' arrivata la condanna per la 49enne che la sera di Natale dell'anno scorso a Faro Superiore, il borgo collinare di Messina, al culmine di un “classico” litigio accoltellò al petto il marito 55enne, e venne poi arrestata dai carabinieri con la pesante accusa di tentato omicidio. Alla donna, che si trova agli arresti domiciliari ovviamente in un'altra abitazione di proprietà della famiglia, la gup Pastore con il giudizio abbreviato, quindi con la riduzione di un terzo della pena, ha inflitto 6 anni di reclusione, mentre l'accusa ne aveva chiesti 8.

L'ipotesi del tentato omicidio ipotizzata dalla Procura ha retto pienamente, così come l'aggravante del rapporto di coniugio, mentre la gup Pastore ha cassato l'aggravante dei futili motivi, in questo caso la gelosia come sosteneva il pm. La donna è stata assistita dagli avvocati Nunzio Rosso e Graziella Gringeri. All'udienza era presente anche il marito, accompagnato dalla sua legale di fiducia, l'avvocata Angela Martelli, che però non si è costituito parte civile al processo.

All'epoca il marito fu in serio pericolo di vita e solo dopo una lunga degenza all’ospedale Papardo in condizioni critiche fu fortunatamente dimesso e dichiarato fuori pericolo. L’uomo dopo essere stato centrato dal coltello in pieno petto dalla moglie fu a lungo ricoverato nel reparto di Terapia intensiva. La donna lo colpì al torace con un coltello da cucina, e la lama arrivò a pochi centimetri dal cuore. Il 55enne perse molto sangue ma l’intervento tempestivo dei soccorritori del 118 e dei medici dell’ospedale Papardo gli salvarono la vita.