Una pena pesante per l’ex marito convinto che la moglie lo tradisse e tornato da Bolzano dove lavorava a Botricello dalla sua famiglia per mettere in chiaro le cose. Una gelosia diventata una vera e propria ossessione, accecante al punto di maltrattare la moglie, anche sotto gli occhi della figlia minorenne, controllandone i movimenti, installando delle telecamere in casa per spiarla. Poi la lite furibonda, lui aveva iniziato a picchiarla, tirandole pugni in testa e sul volto, tirandole i capelli, infilando la mano nelle sue parti intime, perché temeva che avesse nascosto proprio lì la prova del tradimento, una sim card, minacciandola con un coltello da cucina, inseguendola per casa. E lei per sfuggirgli, il 28 marzo dell’anno scorso, si era lanciata dal balcone, dal primo piano di casa sua, una caduta che le poteva essere fatale e che le ha provocato tumefazioni e una serie di fratture alla colonna vertebrale.

La sentenza

Il gup del Tribunale di Catanzaro ha inflitto all’imputato, 49enne, giudicato con rito abbreviato, difeso dagli avvocati Piero Chiodo e Giuseppe Trivolo, 9 anni e 8 mesi di reclusione, una pena di poco inferiore rispetto agli 11 anni richiesti in aula dal pm Sara Cacciaguerra. Il giudice ha accolto le richieste dell’avvocato di parte civile Francesco Mancuso, dichiarando, tra l’altro il 49enne l’interdizione perpetua dai pubblici uffici Per l’imputato, la Procura di Catanzaro aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Nei termini di legge, i legali difensori hanno, però, chiesto e ottenuto il rito abbreviato per l’uomo accusato di maltrattamenti in famiglia.