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Concluso il G7 di Evian, Donald Trump è stato accolto nella reggia di Versailles, alle porte di Parigi, per una cena voluta dal presidente francese Emmanuel Macron in occasione dei 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. Un omaggio costruito su misura per l’ospite, noto per il suo gusto per il lusso: «La reggia di Versailles mi piace molto, è piena d’oro», ha commentato il presidente americano, visibilmente entusiasta dell’invito.L’accoglienza e il programma della serata
Per l’arrivo di Trump è stata schierata la Guardia Repubblicana, tra i massimi onori del Paese, mentre tra i corridoi della reggia è stato avvistato lo chef pluristellato Alain Ducasse. Secondo il programma, la serata prevedeva una visita privata della Galerie des Glaces, la celebre Galleria degli Specchi, un concerto nella cappella reale e una mostra dedicata alla guerra d’indipendenza americana, prima della cena nella Galerie Basse, con una trentina di ospiti tra rappresentanti dell’amministrazione Usa, del governo francese e del mondo economico. Il presidente è però arrivato al castello in forte ritardo rispetto al previsto.
Versailles e l’indipendenza americana
La scelta della sede non è casuale. Fu proprio a Versailles che, nel 1778, Luigi XVI, ricevendo Benjamin Franklin, concesse il sostegno militare all’indipendenza statunitense; e tra quelle mura, nel 1783, venne firmato il trattato che la sanciva. Di qui l’idea di una cena che celebra quell’evento due secoli e mezzo dopo, con il presidente Usa ospite d’onore. «Non è oro placcato, è roba solida», aveva ironizzato Trump alla vigilia.Dal gelo al disgelo con Macron










