ROMA – Ricordate? Si chiamava Beatrice la bambina di due anni trovata morta a Bordighera dopo mesi di abusi e maltrattamenti. La madre, Manuela Aiello, e il suo compagno, Emanuele Iannuzzi, sono stati arrestati, accusati di essere loro i responsabili di questo orrore. La piccola è morta il 9 febbraio scorso, dopo una lunga agonia. E’ stata scoperta dagli inquirenti attraverso foto che mostrano gli abusi fisici. La coppia è indagata per maltrattamenti aggravati. Davanti al magistrato, la donna ha respinto le accuse; il suo compagno si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le due sorelline di Beatrice si trovano ora in una struttura protetta. La zia paterna ha chiesto di poterle accogliere e crescere nella propria famiglia.

Cosa manca per dare un significato più compiuto a queste vicende. Secondo i pediatri, il maltrattamento è la più frequente malattia cronica e invalidante di tutta l’infanzia. Lo sottolinea Costantino Panza – pediatra e neonatologo – in un articolo su “Il Punto”, confronti su medicina e sanità, rivista online che fa parte di un progetto culturale dell'OMCeO di Torino, condotto assieme al Pensiero Scientifico Editore, “Il caso di Bordighera –scrive Panza scrive - riguarda l’intera comunità. Sempre più spesso si assiste a notizie di cronaca come quella della bambina di Bordighera. Le storie, riportate dai media restano però alla superficie del problema. Che cosa continua a mancare per dare un significato più compiuto a queste vicende di maltrattamento?”, si chiede il pediatra.