ROMA – Il 14 maggio scorso – si legge in un articolo pubblicato su Info-Cooperazione, il portale degli operatori umanitari italiani – un attacco informatico ha colpito il Programma Alimentare Mondiale (WFP), esponendo informazioni personali sensibili appartenenti a circa 600.000 famiglie palestinesi a Gaza. Si tratta, secondo The New Humanitarian, della più grande violazione conosciuta di dati di beneficiari umanitari nella storia. I dati esposti includono nomi, numeri di documento d'identità, numeri di telefono cellulare e informazioni sulla localizzazione di quartiere.

Si sono appropriati della lista delle persone che chiedono assistenza alimentare. A renderlo pubblico è stata l'agenzia stessa, con un messaggio inviato via Telegram ai beneficiari il 31 maggio — diciassette giorni dopo l'attacco. Il WFP ha confermato la violazione spiegando che “attori non autorizzati” avevano avuto accesso alla sua applicazione di self-registration (SRA) per la Palestina — il sistema People Portal attraverso cui oltre 2 milioni di persone a Gaza si sono registrate per ricevere assistenza alimentare e in contanti. L'agenzia ha dichiarato di aver immediatamente disattivato la piattaforma e rafforzato i controlli di sicurezza. Nessuna organizzazione o gruppo ha finora rivendicato l'attacco.