Pubblicato il: 17/06/2026 – 19:55
COSENZA E’ attesa il 22 luglio la sentenza del processo abbreviato scaturito dall’inchiesta “Recovery“, coordinata dalla Dda di Catanzaro a contrasto del narcotraffico nel Cosentino. L’indagine è considerata una costola della maxi operazione “Reset” che secondo la Distrettuale catanzarese confermerebbe l’esistenza di una confederazione di ‘ndrangheta. Oggi, le ultime arringhe degli avvocati Luca Acciardi, Fiorella Bozzarello, Gianluca Garritano, Cesare Badolato, Sergio Rotundo, Laura Gaetano e Giuseppe Manna per le posizioni di Antonio Illuminato, Marco D’Alessandro, Roberto Porcaro e Francesco Patitucci.
La ricostruzione della metamorfosi della mala bruzia
La requisitoria conclusa dal pm della Dda di Catanzaro Corrado Cubellotti ha permesso all’accusa di ricostruire gli ultimi anni della Confederazione di ‘ndrangheta cosentina. Dopo i colpi assestati con una serie di operazioni che hanno decapitato i vertici della mala bruzia, i gruppi hanno tentato di riorganizzarsi, dividendo in porzioni uguali il territorio da “controllare” e dando vita ad un “Sistema“, più volte richiamato dai magistrati della Distrettuale antimafia, caratterizzato da dinamiche «fluide e mutevoli».









