A vincere le primarie repubblicane per il Senato della Georgia è stato il candidato più estremo e vicino a Donald Trump. Ha prevalso, infatti, Mike Collins, che ha ottenuto il 55 per cento dei consensi mentre il suo avversario, Derek Dooley, si è fermato al 45. La sfida ha messo uno contro l’altro Trump, che ha dato il suo sostegno a Collins, seppur tardi nella contesa, e il governatore Brian Kemp, già inviso al presidente per aver riconosciuto la vittoria di Biden nel 2020 e aver ribadito nel 2023 che le elezioni “non sono state rubate”, che invece era in prima linea nel sostenere Dooley.Mike Collins, deputato eletto alla Camera per la prima volta nel 2022, si dichiara un sostenitore ferreo del presidente: quando gli è stato chiesto se Trump avesse sbagliato qualcosa durante il suo secondo mandato, ha risposto che l’unico problema è che non dorme abbastanza. Hanno fatto discutere le sue posizioni sul tema dell’aborto, ritenute un punto debole dalla stessa amministrazione: anni fa, aveva dichiarato di essere contrario senza alcuna eccezione alla possibilità di abortire, mentre negli ultimi mesi ha affermato di supportare la legge in vigore in Georgia, che prevede un divieto dopo la sesta settimana, fatta eccezione per lo stupro, l’incesto e il pericolo di vita della madre. La paura di molti repubblicani è che in uno stato sempre più in bilico come la Georgia, vinto dai democratici nel 2020 e successivamente di soli due punti da Trump nel 2024, c’è bisogno di un candidato che punti a consolidare il voto moderato e indipendente, cosa che Collins ha dimostrato di non saper fare.Per questo, per molto tempo era stato corteggiato il popolare governatore Brian Kemp: ha però deciso di non candidarsi e di dare il suo appoggio all’ex allenatore di football dell’Università del Tennessee Derek Dooley, che ha vinto nell’area metropolitana di Atlanta, storicamente più moderata delle contee rurali, dove invece ha prevalso Collins. Dopo aver dichiarato il suo sostegno al deputato, definito “un guerriero”, Trump ha anche affermato di non conoscere Dooley, anche se “ha detto che ho perso in Georgia nel 2020, quando i fatti hanno provato che ho vinto di tanto”. Ancora una volta, prima ancora dei calcoli elettorali, il presidente pone la fedeltà politica: abbracciare la bugia sulle elezioni del 2020 diventa quindi fondamentale per ottenere l’ambito endorsement di Trump, che in queste primarie ha dimostrato di essere spesso decisivo.Ad attendere Collins a novembre è il senatore democratico Jon Ossoff, che ha già iniziato ad attaccarlo, affermando che è “un noto bigotto, estremista e antisemita”. Il deputato, infatti, è stato colpito da numerosi scandali: è indagato dalla Commissione Etica della Camera, che si sta accertando se ha usato fondi congressuali per pagare un assistente per lavorare alla campagna elettorale. Inoltre, il suo capo di gabinetto è stato scoperto all’interno di una chat di noti suprematisti bianchi, nella quale diceva di star cercando di far uscire di galera un negazionista dell’Olocausto. Ossoff a oggi ha un grande vantaggio finanziario: senza avversari alle primarie, ha raccolto più di 80 milioni di fondi, e ne ha 32 ancora da spendere. Collins, al contrario, dopo una contesa difficile, ha in mano solo 1 milione di dollari.I democratici vedono con favore la sfida che incombe a novembre: con un vantaggio finanziario e un avversario estremo, sono nella migliore posizione per mantenere il seggio. Inoltre, Ossoff sta diventando un personaggio rilevante su scala nazionale. Il suo team produce estratti dai suoi comizi di campagna che diventano brevi video postati sui social e visti da decine di milioni di persone: in essi, attacca direttamente la corruzione dell’amministrazione Trump, definita “la Mar-a-Lago mafia”. Il suo nome ha iniziato a circolare tra i papabili candidati alla presidenza nel 2028, in caso dovesse uscire vincitore dalla sfida con Collins.Nella primaria per il governatore, invece, l’uomo sostenuto da Trump, il vicegovernatore Burt Jones, ha perso contro l’imprenditore miliardario Rick Jackson, che ha speso 100 milioni di dollari di soldi suoi. Ha convinto i cittadini di essere un vero guerriero Maga pur senza avere l’appoggio diretto del presidente e si è autodefinito “il governatore preferito di Trump”. Le persone nell’orbita di Jones hanno fatto trapelare a POLITICO che secondo loro il presidente non ha fatto abbastanza per mettere a tacere Jackson. Resta il risultato: è la seconda sconfitta per il tycoon in questo ciclo elettorale, dopo il fallito appoggio a Randy Feenstra a governatore dell’Iowa.