Si apre l'era di Kevin Warsh alla Fed. Il nuovo presidente è atteso oggi alla prova della sua prima riunione e della sua prima conferenza stampa, in quello che è un banco di prova per il suo futuro rapporto con Wall Street e con il suo più importante spettatore, Donald Trump.

Un esordio per Warsh non facile fra l'inflazione elevata e lo spettro di un possibile rialzo dei tassi. Abituato ad avere i riflettori puntati ed esperto nel navigare fragili equilibri avendo contribuito a mettere a punto la ricetta della Fed per la crisi finanziaria, Warsh ha ereditato una banca centrale alle prese con molte sfide. La guerra in Iran e la crisi energetica che ne è scaturita hanno fatto impennare i prezzi al consumo negli Stati Uniti, spaccando il board della Fed sulle prossime mosse e spingendolo a considerare anche un'eventuale stretta del costo del denaro per riportare l'inflazione all'obiettivo del 2%.

Una mossa che si attirerebbe l'ira di Trump, convinto sostenitore della necessità di tagliare i tassi per mettere le ali all'economia americana e avviarla a quella promessa età dell'oro che ancora sfugge. Warsh fra i suoi obiettivi da presidente si propone anche di riformare la Fed e le sue modalità di comunicazione. Una delle sue intenzioni è quella di far parlare i membri della banca centrale meno frequentemente ed evitare di fornire segnali sulle prossime mosse della Fed.