HomeTechLa trappola Sun Tzu che ti truffa mentre lavori con l’Ai. Come funziona la nuova mossa degli hackerLe imprese usano sempre di più l’intelligenza artificiale per creare programmi in modo veloce ed economico. Ma i pirati informatici hanno trovato il modo di sfruttare questa comodità a loro vantaggio. L’esperto di cybersecurity: “Ora contaminano gli ‘ingredienti’ che l’Ai utilizza”. E i danni sono milionariUn informatico al lavoroRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 17 giugno 2026 – Per gli hacker è una vera e propria mossa alla Sun Tzu. Il filosofo dell’arte della guerra diceva: “Chi è abile nel far muovere il nemico lo attira con la promessa di un vantaggio”. E così i pirati informatici da diversi mesi hanno capito che l'Ai sfruttata dalle aziende può essere usata proprio contro di loro. L’intelligenza artificiale promette di abbattere i tempi e i costi di produzione del software. Ed è proprio facendo leva su questa enorme tentazione che i cyber-criminali hanno creato uno strumento perfetto per fare pesca a strascico senza fatica.

La catena di montaggio

Per comprendere dove si nasconda la trappola, bisogna smontare l'architettura stessa dei moderni programmi aziendali. “L'AI ha reso la scrittura di software economica e velocissima, ma ogni programma che creiamo - spiega Giancarlo Lelli, creatore di Depgaze, un software di cybersicurezza di ultima generazione, e primo informatico al mondo a scassinare una serratura a 15 bit con un computer quantistico - è fatto in gran parte di componenti presi da Internet. Più codice produci, più in fretta lo fai, più porte apri senza verificare chi le ha costruite. Per un pirata è il sogno: tantissimi bersagli, costruiti di corsa, con i controlli saltati pur di arrivare primi sul mercato”.