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"L'Europa ha dato una risposta concreta. I cittadini si aspettano, giustamente, che chi non ha ol diritto di rimanere faccia ritorno nel proprio paese d'origine". Lo ha dichiarato l'eurodeputato olandese Malik Azmani (Renew), relatore del provvedimento, dopo che il parlamento europeo ha approvato in via definitiva la rifusione del Regolamento Rimpatri con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni. Il nuovo testo, che sblocca un negoziato fermo da quasi vent'anni, introduce una stretta sulle procedure di allontanamento dei cittadini di Paesi terzi in soggiorno irregolare, aumentando gli obblighi di cooperazione e istituendo la possibilità di trasferire i migranti in centri di rimpatrio situati al di fuori dei confini dell'Unione Europea. La normativa stabilisce l'obbligo per i migranti irregolari di lasciare immediatamente il territorio dell'Ue, introducendo misure investigative severe per garantire l'effettività della misura, tra cui perquisizioni personali e domiciliari autorizzate, oltre al sequestro di effetti personali e dispositivi elettronici. Per prevenire il rischio di fuga o in caso di mancata cooperazione, le autorità amministrative o giudiziarie nazionali potranno disporre il trattenimento del cittadino straniero sulla base di una valutazione individuale. Il periodo di detenzione amministrativa potrà durare fino a 24 mesi, con la possibilità di un'ulteriore proroga di 6 mesi in caso di mutate circostanze o se il migrante decide di spostarsi in un altro Stato membro dell'Ue. In alternativa al trattenimento, i singoli Paesi potranno applicare misure quali il monitoraggio elettronico, l'obbligo di firma o la richiesta di garanzie.