Messina, 17 giu. (Adnkronos) - La Piramide 38° Parallelo torna a illuminarsi. Nel cuore dei Nebrodi, l’opera monumentale simbolo di Fiumara d’Arte ideata da Antonio Presti apre ancora una volta le sue porte al pubblico per il Rito della Luce 2026, consacrato quest’anno al tema “L’immenso dell’immensità”. Un titolo che diventa visione collettiva, meditazione e atto poetico: un invito a riconoscersi parte dell’infinito, a superare i confini dell’ego per entrare in una dimensione universale di ascolto, contemplazione e appartenenza.
L’esperienza, come sempre, inizia dal buio. Il visitatore attraversa l’unico punto d’accesso alla Piramide: un lungo cunicolo oscuro, rischiarato appena dalla luce che filtra dall’ingresso. È un passaggio simbolico dentro sé stessi, dove ogni certezza si dissolve e rimane soltanto il ritmo dei propri passi. Attraverso il buio si compie il rito: l’abbandono del superfluo, la perdita dell’orientamento, il silenzio necessario per tornare a percepire l’essenziale. L’approdo alla luce del solstizio d’estate diventa così un gesto di rinascita, un’apertura verso “l’immensità dell’immenso”. Tra canti, danze e musiche, il Rito della Luce si trasforma in una celebrazione corale della bellezza e della spiritualità, dove arte e natura si fondono in un’unica esperienza di elevazione.









