di
Gino Pagliuca
Non basta un quarto di punto per azzerare il vantaggio dei mutui indicizzati. Il gap però si può chiudere con altri possibili aumenti e la rata costante dà maggiore sicurezza. Le ipotesi e i calcoli
Nessun terremoto per il mercato dei mutui. L’aumento di 25 centesimi del costo del denaro deciso dalla Bce, era già stato ampiamente metabolizzato dai mercati, visto che l’Euribor a tre mesi, parametro benchmark per i finanziamenti variabili, si era già portato oltre il 2,40%, con una crescita di mezzo punto da inizio anno. Rimane sui valori, alti, degli ultimi mesi l’Eurirs, il parametro che serve da base per i finanziamenti fissi: il ventennale quota attorno a 3,33%. La forbice Euribor/Eurirs si è quindi ridotta a circa 90 centesimi e si restringe ancora un po’ se guardiamo alle condizioni praticate dalle banche.
Le classificheDalla classifica dei dieci mutui standard (ovvero senza promozioni o sconti legati alla classificazione energetica dell’edificio) più convenienti da 180mila euro per una casa da 250mila, stilata sulla base delle rilevazioni di mutuiOnline.it del 10 giugno, si ricava che a 20 anni i variabili sono offerti in media al 2,53% per una rata mensile di 956 euro; a tasso fisso si sale al 3,37% per un corrispettivo mensile da 1.032 euro. Per quanto riguarda il trentennale, i variabili sono offerti in media al 2,54% e comportano una rata da 715 euro, contro il 3,35% dei fissi, per i quali se ne pagano 793. Partendo da questi dati calcoliamo che cosa potrebbe succedere di qui a un anno a chi oggi scegliesse il tasso indicizzato. Per il ventennale, con 50 centesimi di aumento la rata salirebbe a 1.029 euro, in pratica pareggiando il costo del fisso, con un punto di aumento si passerebbe a 1.101 euro e con un punto e mezzo di incremento si arriverebbe a 1.173 euro. Per quanto concerne invece il trentennale con mezzo punto di rincaro dell’Euribor si passerebbe a 788 euro, solo cinque in meno della rata fissa. Con l’aumento di un punto si arriverebbe a 862 euro al mese e con un punto e mezzo in più a quota 935. Le previsioni per i prossimi mesi sono di un incremento del parametro di circa mezzo punto tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027 e oltre quest’arco di tempo non vale la pena avventurarsi.






