Il terrorismo, si sa, non si vince con la sola azione militare. E c’è una parte del mondo musulmano che valorizza la continuità fra monoteismo ebraico ed islamico. A questa bisognava appoggiarsi. La scomposta reazione all’accordo fra Iran e Usa dimostra che il premier non sa cambiare spartito.
Una volta tramontato l’obiettivo massimo, il regime change indicato da Benjamin Netanyahu come punto finale della guerra iniziata il 7 ottobre 2023 con l’efferato attacco di Hamas al Sud di Israele, già con quei bizzarri discorsi in inglese rivolti alla nazione iraniana, l’Idf ha velocemente virato sull’obiettivo minimo dell’eradicazione di Hezbollah, il proxy iraniano di gran lunga più minaccioso. Già capace di far indietreggiare di fatto il confine Nord di Israele per mesi, attraverso lo sfollamento forzato di centinaia di migliaia di persone costrette negli alberghi e in abitazioni di emergenza nel centro del Paese.














