Parlamento 17 giugno 2026 Più di 250 richieste delle opposizioni sono state dichiarate inammissibili: tra queste l’introduzione del “super-bonus politico” o la ridenominazione della riforma come “nuova legge fascista Acerbo” ANSA La politica, lo sappiamo, sa essere creativa. Persino nei momenti più “grigi”, come per esempio l’esame della riforma della legge elettorale. E in effetti una notevole creatività è stata dimostrata dai partiti di opposizione in questi giorni in Commissione Affari costituzionali alla Camera, dove è in corso l’esame degli emendamenti alla riforma delle regole per l’elezione di deputati e senatori. Il testo della riforma, voluta dal centrodestra, era stato presentato a febbraio, ma a fine maggio la maggioranza che sostiene il governo Meloni lo ha sostituito con un altro per far fronte alle richieste di modifica e di correzione da parte degli esperti. Ora i deputati in commissione hanno iniziato a esaminare e votare i 479 emendamenti al nuovo testo. Di questi, solo quattro sono stati presentati dai partiti di centrodestra, mentre i restanti sono tutti delle opposizioni, tra cui quelli sulle preferenze (su questo ci torneremo più avanti). A dire il vero, Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle avevano proposto più di 250 altri emendamenti che però sono stati dichiarati inammissibili e non verranno esaminati. Nella maggior parte dei casi si trattava di emendamenti piuttosto creativi, il cui obiettivo era quello di rallentare i tempi dei lavori e fare ostruzionismo. Lo scorso 15 giugno, però, la Commissione Affari costituzionali li ha dichiarati tutti inammissibili o perché incongrui sotto il profilo logico, sintattico e grammaticale, o perché dal contenuto formale e tecnico.Dalla “stabilità di ferro” alla “nuova legge fascista” Tra gli emendamenti dichiarati inammissibili ci sono decine di richieste presentate dal capogruppo di Alleanza Verdi-Sinistra in commissione Filiberto Zaratti. Questi emendamenti di Zaratti erano tutti simili [1] tra loro e chiedevano di modificare semplicemente il nome del “premio di governabilità”, ossia il premio di maggioranza che la proposta del centrodestra punta a introdurre. Zaratti aveva presentato emendamenti diversi per chiedere di sostituire la parola “premio” con parole come “ricompensa”, “onorificenza”, “riconoscimento” o “super-bonus politico”, e altri per sostituire la parola “governabilità” con “stabilità d’acciaio”, “stabilità di ferro”, “stabilità granitica” o “maggioranza di ferro”.