È un’estate fastidiosa, più delle altre. Noi pugliesi, alle prese da tempo con la Xylella fastidiosa, che ha ucciso gli ulivi secolari, pensavamo di aver già dato. E, invece, siamo bombardati da un fastidio dietro l’altro, da un’urticanza di fattori concomitanti che continuano ad aggravare il nostro compito quotidiano di umani: vivere. Inermi, davanti a un mondo che è in mano a superpotenti che twittano insulti. Che fastidio! Lo aveva pronosticato la cantante rivelazione di Sanremo, che si chiama Ditonellapiaga (fastidiosamente scritto tutto attaccato!) e che canta appunto una serie di fastidi di ogni giorno. Ma non basta, c’è molto di più. È un’estate canaglia, visto che il generale Vannacci arringa le folle spingendole ad essere orgogliose di essere feccia (sic!), visto che s’inneggia al Duce, visto che si nega la parola femminicidio, che si polemizza e strumentalizza tutto, dalle ginocchiere alla presenza a Polignano di uno scrittore come Nevo.
La leggerezza smarrita di questa estate è nell’escalation delle parole, sempre più dure. Fastidiosissimo e pericolosissimo è Trump, che dopo aver ingiuriato il mondo intero e liquidato pure l’Europa, ora gela l’israeliano Bibi, colui che l’ha trascinato in una guerra che è stata «utile» a creare oltre 4700 morti, prezzi alle stelle e danni eterni, giovando solo a qualche (suo?) portafoglio. Le parole del tycoon fanno ormai più rumore che significato e s’infrangono come onde in quel web capace di rispecchiare la nostra era, un orgasmo di presenzialismo, protagonismo e divismo ad ogni livello. Ci sarà la pace in questa estate inquieta, speriamo. Ma la pace vera che vogliamo è quella dentro di noi, lontana dal frastuono di un universo che può progredire in un solo modo: con la voce gentile dell’umano e della natura.











