Dimensioni d’impresa in aumento. E poi disoccupazione in caduta al 3%, brevetti al doppio della media nazionale, così come oltre i dati italiani sono quelli del Pil, in progresso di dieci punti dal 2008, contro i tre del dato globale del Paese.

Dati mediamente positivi, quelli evidenziati dalla sede lombarda di Bankitalia sull’economia regionale, che tuttavia si inseriscono in un quadro più ampio non del tutto rassicurante.

Se ad esempio il Pil 2025 (+0,7%) è oltre la media nazionale, il clima di fiducia attuale è in peggioramento e le imprese si attendono un calo della domanda nel 2026, con un ridimensionamento dei piani di investimento.

«Prospettive - sintetizza il direttore della sede di Milano di Banca d’Italia Giorgio Gobbi - che dipendono in modo cruciale dall’esito dei conflitti armati». Se l’incertezza prospettica resta elevata, qualche punto fermo sul passato è comunque possibile metterlo, anche in questo caso tra luci e ombre. In termini di crescita del Pil, ad esempio, se il progresso dal 2008 è di dieci punti, si riduce però ad appena un punto in termini pro capite, per effetto dell’aumento della popolazione.

Capacità di attrazione che in regione è superiore alla media nazionale, con un aumento (2009-2025) dell’1,7% delle persone in età lavorativa a fronte di un calo medio nazionale, esito in particolare dei flussi di addetti in arrivo dall’estero, occupati in prevalenza in professioni non qualificate e a bassa remunerazione.