Il cammino del decreto accise ter alla Camera si tinge di giallo. O meglio il testo approvato dal Senato viene alleggerito dal Governo, anche su sollecitazioni del Colle, con quattro emendamenti soppressivi e quindi dopo l’ok a Montecitorio dovrà tornare a Palazzo Madama per una terza lettura lampo (il decreto scade il 29 giugno). A sorpresa, infatti, arriva il dietrofront all’estensione dei paletti per il telemarketing anche alle tlc.

La misura introdotta durante il passaggio in commissione Finanze del Senato prevedeva un allargamento dei limiti già introdotti durante lo scorso aprile con il decreto energia. Ma già l’approvazione era stata caratterizzata già dal via libera a una seconda versione dell’emendamento, anche se prima dell’inizio dei lavori ne era arrivata una terza riformulazione poi non ufficialmente depositata. Una misura, come le altre stralciate dalla commissione Finanze di Montecitorio, ritenuta non omogenea con le misure urgenti contro il caro carburanti del decreto accise.

Produzione di zolfo

A saltare sono altre tre norme su zolfo, cooperative e minoranze linguistiche. Sullo zolfo la modifica puntava a limitare gli effetti economici derivanti dal perdurare dell’aumento del prezzo dello zolfo e dell’acido solforico, utilizzati in numerosi processi industriali e agricoli, intervenendo sulla preparazione e sui componenti essenziali.