HomeMagazineCinema e Serie TvToy Story 5, le voci italiane: “Abbiamo la responsabilità di educare i giovani”Katia Follesa, Sal Da Vinci, Federico Basso e Gianluca Gazzoli raccontano come il film Disney Pixar affronta il delicato equilibrio tra innovazione e immaginazione. “La verità è che ogni generazione ha i suoi colori, i suoi vantaggi e svantaggi”Le voci italiane di Toy Story 5, dal 18 giugno in salaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 17 giugno 2026 – Dopo l'accettazione dell'altro, la paura dell'abbandono, la crisi d'identità e il passare del tempo, ‘Toy Story 5’ – in sala dal 18 giugno – affronta il tema della tecnologia . Lo fa attraverso Lilypad, un tablet high-tech a forma di rana che mette a dura prova Woody, Buzz Lightyear, Jessie e il resto della banda di giocattoli protagonisti della saga animata targata Disney e Pixar. Niente più giochi sul pavimento della cameretta o all'aperto, ma app, chat e gif chiamate a sostituire la quotidianità della piccola Bonnie che fatica a farsi degli amici con cui interagire nella vita reale. Meglio allora rifugiarsi in quella tecnologica dove per fare amicizia basta un clic. O forse no?

Diretto dal vincitore dell'Oscar Andrew Stanton e co-diretto da Kenna Harris, il film ci mostra come il tablet impugnato dalla bambina protagonista le regali una consegna continua, quanto passiva. Il gioco, invece, nasce dalla noia e dall'immaginazione. "Ogni genitore a un certo punto della vita dice al proprio figlio: “Annoiati!”", riflette Katia Follesa che nel film presta la voce proprio al tablet che, in un pastello d'occhio, soppianta i giocattoli tradizionali. "Annoiandosi probabilmente quel bambino svilupperà la sua creatività, la sua fantasia prenderà vita e non avrà più bisogno di ricorrere alla tecnologia".