Una protezione nata per difendere i sistemi basati su chip AMD dagli attacchi fisici alla memoria sembra essere sparita dai Ryzen consumer senza un avviso chiaro agli utenti. La tecnologia si chiama TSME, Transparent Secure Memory Encryption, e cifra l’intero contenuto della RAM in modo trasparente: chi prova a estrarre dati dai moduli di memoria legge soltanto blocchi inutilizzabili.
AMD introdusse questa classe di protezioni circa 10 anni fa sui processori di fascia alta, soprattutto per contrastare i cosiddetti cold boot attack, intercettazioni del bus DRAM e rimozione fisica dei moduli di memoria. Col tempo, però, TSME ha trovato spazio anche su diversi modelli di processori Ryzen consumer, meno costosi dei modelli PRO. Molti utenti hanno quindi finito per considerarla una difesa disponibile di fatto, anche se AMD non l’ha mai promossa apertamente come funzione commerciale dei Ryzen non professionali.
Il punto critico non riguarda soltanto la rimozione della funzione, ma il modo in cui sarebbe avvenuta: tramite aggiornamento firmware AGESA, senza un changelog esplicito e con controlli difficili da svolgere su Windows. Su Linux, invece, l’anomalia richiede strumenti specifici e un minimo di lavoro diagnostico.










