Come riportato su Ars Technica, un dibattito sta alimentando la comunità Linux e tra gli esperti di sicurezza hardware: la probabile rimozione del supporto a Transparent Secure Memory Encryption (TSME) dai processori Ryzen consumer più recenti.

TSME è una tecnologia introdotta da AMD circa dieci anni fa per contrastare attacchi fisici alla memoria, come i cosiddetti cold boot attack. La funzione consente di cifrare automaticamente l'intero contenuto della RAM tramite firmware, rendendo inutilizzabili i dati eventualmente recuperati da moduli di memoria rimossi fisicamente dal sistema o intercettati durante il funzionamento.

Sebbene AMD abbia storicamente associato le tecnologie di protezione della memoria ai prodotti professionali, nel corso degli anni numerosi utenti hanno verificato la presenza e il corretto funzionamento di TSME anche su diverse CPU Ryzen consumer. Proprio per questo motivo ha suscitato sorpresa la scoperta effettuata da Ben Kilpatrick, appassionato Linux focalizzato sui temi della privacy, durante l'installazione di un nuovo sistema operativo su una piattaforma equipaggiata con un Ryzen 7 9700X basato su architettura Zen 5.

Attraverso Host Security ID (HSI), uno strumento di auditing che verifica lo stato delle protezioni hardware e firmware del sistema, Kilpatrick ha rilevato che la voce relativa alla cifratura della memoria risultava improvvisamente non supportata, nonostante l'opzione TSME fosse ancora attivata nel BIOS. Lo stesso strumento indicava inoltre che in passato la funzionalità risultava regolarmente abilitata sulla medesima piattaforma.