Nicoletta Pirozzi richiama il ruolo centrale della Costituzione nell’era digitale e mette in guardia contro i rischi della propaganda algoritmica. La sfida, spiega la capo programma Europa dell’Iai, non è solo regolatoria: per difendere le democrazie serve anche rafforzare consapevolezza, spirito critico e alfabetizzazione civica dei cittadini

Di fronte all’avanzata dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali, la Costituzione continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile. Ma il vero banco di prova riguarda la capacità delle democrazie di contrastare la disinformazione e rafforzare la cultura civica e digitale dei cittadini. In questo contesto, il messaggio di Nicoletta Pirozzi, capo programma Europa dell’Istituto Affari Internazionali, è chiaro: la tutela della democrazia passa non solo da nuove regole, ma anche attraverso cittadini più informati, critici e consapevoli.

Ne abbiamo parlato con lei a margine del convegno “Nuove tecnologie, nuova società, nuove regole?” che si è tenuto all’Associazione Civita a Roma il 9 giugno: un dibattito negli 80 anni dell’Assemblea Costituente, per ragionare sulle sfide del digitale alle regole della convivenza, organizzato da Windtre in collaborazione con Italian Politics e Fondazione Italia Digitale.