Come si costruisce il futuro di una città? È la domanda che ha attraversato la prima giornata di «Economia in movimento», la tre giorni organizzata dalla Gazzetta del Mezzogiorno nello Spazio Murat di Bari. Un confronto in cui il tema della crescita si è intrecciato con quello della cultura, della qualità della vita e della capacità di immaginare il domani. Sullo sfondo, una questione che riguarda non solo la Puglia ma l’intero Mezzogiorno: come trasformare il patrimonio storico e sociale in una leva stabile di sviluppo?
Ad aprire i lavori è stato il direttore della Gazzetta, Mimmo Mazza, con Pietro Petruzzelli, assessore comunale allo Sviluppo Locale e alla Blue Economy. Mazza ha richiamato la lunga storia del quotidiano, nato nel 1887 e divenuto nel 1928 «Gazzetta del Mezzogiorno», ricordandone la vocazione a raccontare il Sud come uno spazio condiviso, oltre i confini amministrativi.
Petruzzelli ha restituito l’immagine di una Bari che negli ultimi anni ha smesso di rincorrere modelli esterni per costruire una propria traiettoria di crescita. Turismo, attrattività urbana, riqualificazione degli spazi pubblici ed efficienza amministrativa sono stati indicati come i fattori di una trasformazione che ha reso Bari una città in cui sempre più persone scelgono di restare, tornare o trasferirsi.







