Goblintimacy è un trend che ribalta le regole. Via le maschere agli appuntamenti: meglio mostrarsi per ciò che si è, senza dover recitare per fare colpo.
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Quando ci si prepara per un appuntamento, tendenzialmente lo si fa con uno scopo ben preciso: si vuole fare colpo, si vuole impressionare l'altra persona, fare bella figura. C'è tutta una preparazione psicologica, che va di pari passo con quella meramente esteriore: ma l'obiettivo, resta quello di farsi vedere in tutto il proprio splendore. Nessuno vorrebbe mostrarsi insicuro, vorrebbe farsi vedere in disordine; nessuno parlerebbe di argomenti sgradevoli o metterebbe in piazza i propri difetti. Sarebbe un vero e proprio invito a scappare. O forse no? È questa l'idea alla base della goblintimacy, un approccio agli appuntamenti un po' controcorrente in cui si ha un approccio improntato alla verità nuda e cruda. Ci si mostra nella versione più onesta e autentica di sé, senza abbellimenti, senza filtri, senza quelle maschere che si indossano per ricevere approvazione, per piacere al potenziale partner. Ci è stato insegnato a renderci attraenti agli occhi altrui, ad assecondare lo sguardo di chi si ha di fronte, anche a costo di snaturarsi un po': ma è per una giusta causa, è per ricevere un "sì". L'approccio contemporaneo, in tutta risposta a queste vecchie forzature, va in direzione opposta ed estremizza a sua volta l'aspetto della veridicità, dell'autenticità a ogni costo (compreso quello di non piacere).







