HomeModenaSportGalloppa, ritorno da mister un decennio dopo: "Sono pronto anche grazie ai momenti difficili"Il grande salto è gialloblù: "Crociato rotto quattro volte, ma non mi sento in debito col calcio. La squadra ha una base solida"Il grande salto è gialloblù: "Crociato rotto quattro volte, ma non mi sento in debito col calcio. La squadra ha una base solida"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"La speranza è il sogno di chi è sveglio". Così Daniele Galloppa, in una sola frase, sintetizza nel giorno della sua presentazione ufficiale come tecnico dei gialli il non ricercare, da allenatore, particolari rivincite su quella sfortuna che lo ha perseguitato nella sua carriera di calciatore: "Ho avuto quattro rotture di crociato, ma non mi sento in debito col calcio, anzi il pallone mi ha dato tanto. Oggi mi sento più ricco sotto tanti aspetti, se non avessi passato quei momenti difficili credo che oggi non sarei stato in grado di accettare una proposta come quella del Modena. Il calcio non mi deve nulla, le cose bisogna andarsele a prendere".

Nella sala stampa del Braglia, a fianco a lui ds Nereo Bonato, anche se in disparte erano presenti tra gli altri Silvio Rivetti, Andrea Catellani, Andrea Russo e Alessandro Consolati. "È bello ritrovarmi qui dopo oltre dieci anni – ha detto Galloppa –. Siccome ognuno di noi è figlio di percorsi, permettetemi di fare alcuni ringraziamenti. Innanzitutto alla Fiorentina, società che mi ha fatto crescere tanto e poi alla famiglia Rivetti che mi ha dato questa grande opportunità. Da una parte sento la grande emozione di iniziare un percorso nuovo in un progetto fatto da una società seria, e dall’altro la responsabilità di questo ruolo. La proprietà mi ha detto che dovrò essere innanzitutto me stesso". Non solo Modena ma anche altri club cadetti avevano messo Galloppa nel mirino dopo i sei anni nel settore giovanile della Fiorentina: "Passare dalla Primavera a una serie B di alto livello è un salto grande, ma il percorso in viola era finito a prescindere. Non voglio dire le cose scontate che si dicono in questi frangenti, ma sono stato scelto ed anch’io ho scelto Modena per tantissimi motivi. È una piazza che conosco, è ambiziosa, una proprietà di grandi persone, e non ultimo il fatto che io vivo a un’ora di macchina da qui e avere quei momenti in cui stacchi dal calcio tornando in famiglia ti consente di allenare meglio".