HomeAnconaCronacaIl papà di Pietro: "L’ultima telefonata prima della tragedia: ballava ed era felice"Roberto Borsini l’aveva chiamato attorno alle 3 perché non era ancora tornato "Devo essere forte, non posso non esserlo, devo farlo per lui e per l’altro mio figlio".Roberto Borsini l’aveva chiamato attorno alle 3 perché non era ancora tornato "Devo essere forte, non posso non esserlo, devo farlo per lui e per l’altro mio figlio".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"L’ultima volta che l’ho sentito? Proprio sabato notte attorno alle 3 perché non era ancora tornato a casa. Mi ha detto al telefono: ’Babbo mi sto divertendo tanto, resto ancora’. Ballava e rideva". Poi il buio. Papà Roberto Borsini trattiene le lacrime, con rigore. E’ un uomo forte. In queste ore sta organizzando i funerali del figlio Pietro, 20 anni non ancora compiuti, morto il giorno dopo dell’incidente all’Aspio. "Di lui è stato donato tutto. Abbiamo voluto rispettare la sua volontà. Era una persona generosa, aveva espresso il sì per organi e tessuti. Speriamo davvero che questo gesto possa salvare molteplici vite, ci aggrappiamo a questo", continua.

La sua voce è ferma: "Devo concentrarmi su questo e devo essere forte, non posso non esserlo, devo farlo per lui e per l’altro mio figlio di 16 anni che l’amava". Il signor Roberto, osimano, di professione falegname, da domenica all’alba, quando ha saputo cosa era successo al figlio, di desiderio ne ha espresso solo uno: "Ho tanto sperato che si risvegliasse dal coma anche solo per pochi minuti per poterlo salutare. E invece no. E’ stato sempre intubato in stato di incoscienza. Non so se è il destino, non so che dire". Il 19enne era sempre con lui, lavoravano anche insieme.