Da ottobre aprirà alla Carlo Bo un nuovo corso di laurea per formare professionisti capaci di affrontare le sfide della trasformazione digitale. Si tratta di Ingegneria Informatica e Scienze Computazionali: un corso tutto nuovo che amplia l’offerta formativa partendo dall’esperienza maturata in oltre venticinque anni di attività scientifica e didattica nel settore informatico. Tra l’altro, proprio quest’anno l’ateneo ha ottenuto risultati di rilievo nell’ambito della Valutazione della Qualità della Ricerca nell’Area 09 (Ingegneria Industriale e dell’Informazione), che comprende i settori scientifici di riferimento del nuovo percorso formativo, collocandosi sopra la media nazionale.

"Il nuovo corso – spiega il referente Emanuele Lattanzi – è stato progettato per integrare la rigorosa impostazione metodologica dell’ingegneria dell’informazione con le competenze teoriche e computazionali proprie dell’informatica. L’obiettivo è formare professionisti capaci di affrontare le sfide della trasformazione digitale, dalla programmazione all’Internet of Things, dalla simulazione numerica al quantum computing, combinando solide basi scientifiche e una forte attenzione alle applicazioni. I risultati della Valutazione sulla Ricerca sono la base concreta su cui abbiamo costruito il nuovo corso di laurea: un’offerta formativa che intende trasferire agli studenti e alle studentesse la stessa qualità che caratterizza la nostra ricerca, preparandoli ad affrontare le sfide tecnologiche e scientifiche di un settore in continua evoluzione". Un ambiente scientificamente attivo consente infatti agli studenti di confrontarsi con conoscenze all’avanguardia e di partecipare a progetti che contribuiscono all’avanzamento della disciplina. I risultati ottenuti nella valutazione nazionale confermano la capacità dell’Ateneo di sviluppare ricerca competitiva e riconosciuta a livello nazionale. Nel profilo complessivo dell’Area 09, l’Università di Urbino ha ottenuto il diciottesimo posto su 75 atenei nella graduatoria nazionale complessiva; il secondo posto su 11 atenei con un numero di docenti comparabile a quello di Urbino; infine, il 92,3% dei prodotti di ricerca collocati nelle classi di merito più elevate (Eccezionale e Eccellente).