Genova - I soci della compagnia Pippo Rebagliati hanno confermato, a valle delle elezioni interne al fornitore di manodopera del porto di Savona-Vado, il gruppo dirigente guidato dal presidente-console Stefano Giusto, già operativo nel triennio precedente. Dopo la Culmv di Genova, la Compagnia portuale di Savona rappresenta uno dei prestatori di manodopera più grandi in Italia, in quello che sicuramente è lo scalo più multifunzione della Penisola in termini di traffici gestiti. Insomma, avrete diversi fronti aperti. Se non sbaglio è ancora sul tavolo una vertenza presso la Piattaforma Apm- Maersk..."Sì, però diciamo che in genere i rapporti con i terminalisti oggi sono buoni, di grande collaborazione. Anche con Maersk, dove per la verità la vertenza riguarda più i sindacati ed è legata all'utilizzo del lavoro interinale. Ma so che sono ancora in corso discussioni che speriamo possano portare a un punto di equilibrio. Noi come Compagnia devo dire che affrontiamo alcune preoccupazioni soprattutto di tipo finanziario, legate alla riforma portuale, al ricambio generazionale e alla vertenza sull'amianto che ci vede coinvolti. Proprio per questo dovremo convocare un'assemblea urgente dei nostri soci per intraprendere iniziative, perché lo dico chiaramente: pensiamo che sia messa a rischio la tenuta dei conti e la pace sociale nello scalo". Partiamo dalla riforma. Cosa vi preoccupa?"Nella sua ultima stesura la riforma ci preoccupa molto, perché l’istituzione dei fondi previsti dall’articolo 27-bis, in pratica quelli che servono a sostenere la Porti SpA, e il loro finanziamento attraverso una quota compresa tra il 15 e il 25% delle entrate riscosse dalle Autorità di sistema portuali, pensiamo andrà inevitabilmente ad impoverire la dotazione per il cosiddetto "15bis", vitale per l’equilibrio della Compagnia, proprio perché è lo strumento, finanziato con i fondi delle Autorità portuali, che viene utilizzato per la formazione, la ricollocazione dei lavoratori inabili e pure per lo scivolo verso la pensione dei lavoratori più anziani. Se si toglie dal 15 al 25% di fondi alle Authority, è chiaro che ognuno dovrà pagare un prezzo". Qual è la vostra situazione oggi?"Negli ultimi mesi abbiamo stabilizzato una quindicina di lavoratori interinali più giovani. Oggi la compagnia conta 188 persone di cui fanno parte 17 dipendenti, cui si aggiungono 45 interinali. Ma ormai abbiamo davvero troppi sessantenni e molti over 60, e tutti devono adattarsi a turni massacranti in attività altamente usuranti. Il ricambio generazionale è necessario per fare fronte alle richieste operative del porto. In pratica, visti i positivi dati sulla movimentazione delle merci, per mantenere quell'efficienza del sistema del quale, intendiamoci, siamo onorati di far parte". Parlava prima del tema amianto. Di cosa si tratta?"Per effetto di una sentenza che non riteniamo giusta, la Culp da anni continua ad affrontare vertenze sull'amianto, derivate dai decessi dei lavoratori causati dall’esposizione a questo materiale. Il mancato rifinanziamento, ormai dal 2021, del fondo dedicato al risarcimento delle vittime dell’amianto ci mette in seria difficoltà. Abbiamo dovuto provvedere al pagamento di due cause ormai arrivate alla fine del loro percorso e dovremo affrontare difficoltà nel far quadrare i conti. Abbiamo il massimo rispetto per i lavoratori deceduti e per le loro famiglie, ma non ci riteniamo responsabili per questi eventi, siamo stati condannati per un'interpretazione totalmente errata. La Compagnia investe l'85% di quello che guadagna in stipendi. Viviamo esclusivamente del nostro lavoro: se non tornano i conti, rischiamo davvero di trovarci in ginocchio". Ad affiancare Giusto in cda ci sono Pier Francesco Bossi nella carica di vice presidente, Alessio Arecco responsabile del personale, formazione e ufficio tecnico; Giuseppe Ferrando direttore operativo (che è risultato il socio più votato) e Alessandro Metrano, responsabile mezzi meccanici e attrezzature.
Culp Savona-Vado, riconfermati i vertici. "Ma è allarme sui conti"
Parla il presidente-console Stefano Giusto: "Con la riforma dei porti temiamo ci vengano sottratte le risorse per garantire il turnover delle persone"








