Alessandro Piscaglia è stato medico. L’impegno politico in due legislature. Era un amante della sua Rimini e della ValmarecchiaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAddio dottore. Aveva 94 Alessandro Piscaglia, e un immutato interesse per la sua città e la sua Valmarecchia. "Era un uomo che sembrava uscito dalla macchina del tempo - ricorda il sindaco Jamil Sadegholvaad -, per la sua irrinunciabile curiosità per il mondo e per le persone, per il suo instancabile e entusiastico moltiplicarsi tra la splendida famiglia, l’impegno medico, il divertimento intellettuale, l’amore per Rimini, per la Valmarecchia e per la scrittura. Piscaglia tra i tanti interessi e attività, ha ricoperto anche una parentesi politica con due mandati consecutivi da consigliere comunale, dal 1995 al 2001, prima nel Partito Popolare e poi nei Democratici. Un impegno portato avanti "sempre con la stessa passione e ironia che metteva in ogni cosa che faceva". Una presenza fondamentale per Stefano Vitali. "La mia storia di crescita personale e politica è sicuramente legata alla sua presenza. Dalle foto che abbiamo fatto insieme per la campagna elettorale, alla protezione che mi ha sempre dato in ogni momento del mio percorso in comune. In ogni momento si sei preso cura di me e mi ha sempre dimostrato il bene che mi hai voluto". Nel suo agire c’era un minimo comune denominatore: "La cura - riprende il sindaco -, di un individuo, di un partito, di una descrizione di un paesaggio, non può mai prescindere dall’aspetto dell’umanità. La scienza fa tanto, comunque moltissimo, ma senza l’empatia, senza la vicinanza, senza l’altruismo si riduce a poca caso". Piscaglia incarnava l’idea del medico di famiglia.