A sinistra il pm Ciro CaramoreRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciTra le condanne pronunciate dalla Corte nel processo di primo grado per l’omicidio di Fabio Ravasio figura anche quella di Fabio Oliva, cotitolare del Rusty Garage di Parabiago, condannato a 12 anni di reclusione. Una posizione che i giudici hanno valutato separatamente rispetto a quelle degli altri imputati, tenendo conto delle peculiarità del suo coinvolgimento nella vicenda e del comportamento mantenuto durante tutto l’iter processuale. Nel corso del dibattimento è emerso come Oliva, difeso dagli avvocati Bonzi e Schieppati, almeno nella fase iniziale, non avrebbe pienamente compreso la portata della situazione nella quale si era trovato coinvolto.
In particolare, l’uomo non avrebbe collegato un semplice intervento di manutenzione effettuato su una batteria con alcuni propositi di voler eliminare il marito che, secondo la sua ricostruzione, erano stati manifestati più volte nel tempo e percepiti come esternazioni o sfoghi che non sarebbero mai stati tradotti in azioni concrete. Quando ha compreso la reale gravità della situazione e la natura degli eventi ai quali si era trovato, direttamente o indirettamente, collegato, Oliva ha scelto di collaborare con gli investigatori e con l’autorità giudiziaria.











