Mandrie di cavalli, bestiame, vaste praterie e fattorie: il classico paesaggio da vecchio West americano. Forse non avremmo mai sentito parlare di Holcomb in Kansas, Usa, se non fosse accaduta la tragedia del 15 novembre 1959: quella notte due giovani sbandati appena usciti di prigione, Perry Smith e Richard Hickcok, sterminarono un’intera famiglia, Herb Clutter, la moglie Bonnie e i due figli adolescenti. Cercavano soldi, portarono morte. Furono poi catturati e condannati a morte: il 14 aprile 1965 vennero giustiziati. Ma nei lunghi mesi trascorsi nel braccio della morte, uno scrittore newyorkese fece loro visita più volte, dialogò con loro, raccolse le loro storie. Dalla strage di Holcomb Truman Capote trasse A sangue freddo, il primo romanzo di non fiction, dove ogni fatto, ogni luogo è reale, vero, vivido. "Ed è stato proprio leggendo quel libro straordinario che ho deciso di intraprendere la strada della narrazione", spiega Pablo Trincia, giornalista, reporter e podcaster che oggi alle 21.30 all’Arena stadio dei Pini di Cervia - Milano Marittima (per Ravenna Festival) leggerà, racconterà e commenterà alcune pagine del romanzo di Capote, con le sottolineature musicali del pianista Leonardo Marino. Trincia, perché ’A sangue freddo’ è un libro speciale?