Scuola Taliercio, altro che inaugurazione a settembre: cantiere nel caos e sicurezza azzerata. Sulla questione interviene il consigliere di opposizione Massimiliano Bernardi che èarla di "narrazione patetica, priva di dignità istituzionale e clamorosamente smentita dai fatt". Da mesi la sindaca Arrighi e l’assessore al Pnrr Moreno Lorenzini ripetono trionfalmente che il progetto da 10 milioni per la nuova scuola media “Taliercio” è ormai concluso e che le lezioni ripartiranno a settembre. Però dopo un sopralluogo autorizzato dai presenti in cantiere, ho squarciato il velo di propaganda, portando alla luce una realtà drammatica, pericolosa e totalmente fuori controllo. Gli interni sventrati a un passo dalla scadenza Pnrr le cui linee guida fissano la consegna dell’opera al 30 giugno, ma a pochi giorni dal traguardo, l’ottimismo di Arrighi e Lorenzini si scontra con le fotografie dell’interno del plesso.

Altro che “fase di rifinitura”: la scuola è un guscio vuoto e sventrato. Non è possibile rispettare la scadenza. Dal punto di vista tecnico è irrealistico ipotizzare la chiusura dei lavori entro il 30 giugno per i seguenti motivi: il massetto deve essere asciutto prima di posare la pavimentazione. La rasatura, la carteggiatura e le mani di tinteggiatura sui cartongessi richiedono ambienti privi di polvere e tempi di attesa tra una stesura e l’altra. Non si può pitturare mentre gli impiantisti completano i cablaggi o montano i controsoffitti. Una volta ultimate le opere fisiche, sono necessarie le verifiche e i collaudi di legge (impianto elettrico, termico, idrico e antincendio) per il rilascio delle certificazioni di conformità, indispensabili per dichiarare i lavori “ultimati” ai fini della rendicontazione. Se i ritardi non fossero giustificati da cause di forza maggiore, il Comune potrebbe perdere i fondi. Se invece la Arrighi sta ricorrendo a scappatoie burocratiche per salvare i fondi all’ultimo minuto, come ha cercato di fare per la ’Buonarroti’ pare per ora senza riuscirci, ha il dovere di comunicarlo. Inotre i soffitti sono completamente aperti, i cavi elettrici pendono pericolosamente nel vuoto, non c’è traccia di porte interne e, sostenere pubblicamente che una struttura in queste condizioni possa accogliere centinaia di studenti tra meno di tre mesi è un insulto all’intelligenza dei cittadini e un atto di gravissima irresponsabilità politica. Ma la gravita’ assoluta è che i lavoratori presenti erano allo sbaraglio: canottiera, scarpe da tennis e polvere respirabile perché senza mascherine né altri presidi per la sicurezza.