Massimo Fantini, Aou Cagliari17 giugno 2026 alle 00:33

«Le gastroenteriti acute da infezione e da intossicazione alimentare sono frequenti in territori a forte vocazione turistica come la Sardegna. Sono causate dalla trasmissione oro fecale con l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da batteri, virus o tossine: Norovirus, Salmonella, Escherichia coli, mentre le forme più gravi sono le tossinfezioni da Botulismo», spiega Massimo C. Fantini, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università di Cagliari e direttore della Struttura complessa di Gastroenterologia dell’AOU cagliaritana: «Negli ultimi anni non si è registrato un aumento di gastroenteriti rispetto al resto d’Italia, ma si conferma una stagionalità marcata: i picchi sono nei mesi estivi quando l’afflusso turistico porta all’incremento di pasti fuori casa. In questo contesto si inserisce la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, sindrome legata al consumo di cibi o bevande contaminati durante gli spostamenti, che può colpire fino all’80% dei viaggiatori in aree a rischio».

«Nell’estate 2025», pone l’accento il docente, «un focolaio di botulismo collegato a un evento di street food a Monserrato, nel Cagliaritano, ha causato diversi ricoveri e almeno due decessi. L’episodio, causato da una salsa contaminata, ha coinvolto decine di persone e richiesto il ritiro di prodotti sospetti e l’avvio di indagini epidemiologiche. Casi analoghi, seppur rari, evidenziano come possano verificarsi incidenti legati alla conservazione inadeguata degli alimenti».