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Ultimo aggiornamento: 14:44

I troppi morti per botulino quest’estate in Sardegna e Calabria, poi le due donne decedute dopo lo scorso pranzo di Natale a Campobasso. Per non parlare delle intossicazioni da sushi sempre più diffuse: esiste una crescita delle intossicazioni alimentari? E se sì, quali ne sono i motivi? Secondo Antonella Fioravanti, scienziata che si occupa di batteri e come disarmarli con approcci innovativi, l’aumento nasce da una combinazione di fattori. “Da un lato, oggi controlliamo meglio: i sistemi di sorveglianza sono più efficienti, la diagnostica è più avanzata e riusciamo a collegare casi che in passato non venivano riconosciuti come parte dello stesso focolaio. Questo spiega una parte dell’aumento dei casi registrati”. Tuttavia, prosegue, “non è solo un effetto statistico. I rapporti più recenti delle agenzie sanitarie europee, ma non solo, mostrano che aumentano anche i casi clinici gravi e i focolai confermati, segno che il rischio reale è cambiato”.

Lo European Union One Health 2024 Zoonoses Report, a cura del European Food Safety Authority (EFSA) and the European Centre for Disease Prevention and Control, ha riportato i risultati delle attività di monitoraggio e sorveglianza delle zoonosi condotte nel 2024 in 27 stati membri e nel Regno Unito (Irlanda del Nord) e in 7 Paesi non-MS, cioè Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea, ma che collaborano con l’UE nella raccolta e condivisione dei dati sulle zoonosi. Nel 2024, la prima e la seconda zoonosi più segnalate nell’uomo sono state rispettivamente campilobatteriosi e salmonellosi, seguite da infezioni da Escherichia coli (STEC) produttrici di tossina di Shiga. La listeriosi è stata la quarta e più grave malattia zoonotica, con la percentuale più alta di ospedalizzazioni e il tasso di letalità più elevato. Ben ventisette Stati membri e il Regno Unito hanno riportato più focolai, casi e ospedalizzazioni alimentari nel 2024 rispetto al 2023, anche se il numero di decessi è diminuito. La salmonella in “uova e prodotti a base di uova” era la coppia agente/alimento di maggiore preoccupazione: è stata anche l’agente causante associato alla maggior parte dei focolai multinazionali segnalati nell’UE nel 2024. Un dato spesso sorprendente è che, nei focolai alimentari in cui la causa è stata identificata con certezza, anche alimenti di origine non animale, in particolare verdure e prodotti vegetali, sono stati associati al maggior numero di decessi. Questo non significa che siano intrinsecamente più pericolosi, ma che se contaminati e consumati crudi possono avere conseguenze molto gravi.