L’11 giugno scorso, in vista del Consiglio europeo del 18, la Presidente del Consiglio si è lamentata alla Camera dell’eccessivo numero di vertici europei, li ha chiamati «ridondanti», a cui capi di governo devono partecipare.

L’intenzione era vanificare gli attacchi subiti per la sua assenza alla riunione del Consiglio europeo sui Balcani, poco dopo però si è contraddetta annunciando un imminente incontro della “Coalizione europea contro le droghe”.

Da ottobre del 2025, “grazie” a Meloni e Macron, esiste questa nuova iniziativa intergovernativa che “si propone di rafforzare concretamente la cooperazione nell’ambito della Comunità Politica Europea (un’altra organizzazione che si sovrappone quasi interamente al Consiglio d’Europa!) nel contrasto al traffico di droga, incluse le droghe sintetiche, nella prevenzione e nel recupero dalle dipendenze”.

Chi partecipa ha sottoscritto un documento di priorità operative che include la piena applicazione del principio “follow the money”. Propaganda e improbabili citazioni cinematografiche a parte, se non è ridondante questo ulteriore incaponirsi con proposte anti-riformatrici in materia di leggi e politiche sulle droghe non si sa cosa possa esserlo.