Costruttori di tutta Italia prendete appunti: costruire nuovi grattacieli con i permessi edilizi delle ristrutturazioni, risparmiando sugli oneri di urbanizzazione e senza servizi aggiuntivi per il quartiere, può non essere reato. Almeno a Milano, almeno fino al 2023, quando gli esposti dei comitati cittadini hanno squarciato il velo sui grattacieli facili e la procura ha avviato indagini a raffica che hanno riallineato Milano alla legislazione nazionale. Questa prima sentenza di assoluzione dà ragione a comune di Milano e costruttori, ma con una formula che conferma l’esistenza di un modo di costruire alla milanese diversa dal resto del Paese.
LA GIUDICE Paola Braggion ha infatti assolto tutti gli otto imputati «perché il fatto non costituisce reato», una formula diversa dalla più comune «il fatto non sussiste». Perché in questo caso il fatto sussiste, ma costruttori e dipendenti comunali hanno agito in buona fede, seguendo le prassi comunali e la giurisprudenza di quegli anni. L’autorizzazione per Torre Milano risale al 2018, il grattacielo fu realizzato prima del 2022, un palazzo di 24 piani per 87 metri d’altezza costruito tramite Scia come ristrutturazione dell’edificio preesistente di 3 piani.











