«L’emozione di stare a due passi dal cielo». Così veniva presentato il progetto “Torre Milano”, grattacielo di via Stresa con oltre 24 piani lungo i suoi 82 metri. La pm Marina Petruzzella, titolare di una ventina di fascicoli sull’edilizia, ne ha richiesto la confisca. Al termine della requisitoria del primo processo all’urbanistica milanese, la Procura ha chiesto, oltre alla confisca del grattacielo, otto condanne con pene fra un anno e due anni e quattro mesi. I reati contestati sono abuso edilizio e lottizzazione abusiva. La pena più alta, insieme a un ammenda da 50mila euro, è stata richiesta per i costruttori, Carlo e Stefano Rusconi, l'architetto Giovanni Maria Beretta e gli ex dirigenti del Comune di Milano, Franco Zinna e Giovanni Oggioni. A essere coinvolti sono anche tre funzionari dello Sportello unico edilizia che hanno seguito l’iter. Per due di loro sono stati chiesti due anni con sanzioni da 30mila euro. Un anno con 16mila euro di ammenda per il terzo tecnico comunale.
La pm Petruzzella nella sua requisitoria ha parlato di «abnorme iniziativa immobiliare» e di «enorme abuso» da parte di dirigenti e costruttori: «confidavano nell’impunità, perché mai alcuna autorità giudiziaria aveva fatto anche un minimo controllo sull’urbanistica», agendo con «strafottenza». Ha poi aggiunto che «funzionari dello Stato con disinteresse e noncuranza all’interesse pubblico» hanno permesso la costruzione di «quell’edificio abusivo» con effetti «molto gravi» sulla vita delle persone. La torre è stata progettata per ospitare 320 abitanti, ma in realtà ci vivono meno di 200 persone. In caso di sentenza definitiva, il palazzo potrebbe anche essere demolito.






