In fin di vita senza un motivo. Colpito al volto da un pugno sferrato all’improvviso, a freddo, in modo vigliacco da un aggressore che ha fatto perdere le tracce. È accaduto la scorsa notte, in via Ruoppolo, all’Arenella. Aggressione insensata all’interno della birreria The Queen, messa a segno da un uomo, che era in compagnia di una propria conoscente: il picchiatore ha una trentina di anni, capelli corti e neri, fisico asciutto. Assieme alla sua amica parlava con un marcato accento napoletano.

È ricercato dai carabinieri, che hanno un identikit grazie alla testimonianza resa da un altro avventore, che ha avuto la forza di inseguire per un centinaio di metri quei due balordi in fuga. Immediato il ricovero in ospedale per il gestore della birreria. Ha 50 anni, una persona onesta e stimata all’Arenella. Ha ricevuto un pugno ed ha sbattuto la testa. È svenuto, si è ripreso ma le sue condizioni si sono aggravate nella notte, per una probabile emorragia cerebrale su cui sono intervenuti i medici. È in gravi condizioni, anche se stazionarie. Prognosi riservata. Vanno avanti le indagini dei carabinieri della Compagnia del Vomero, che hanno ascoltato alcuni testimoni. In particolare c’è il racconto di un cittadino che ha assistito alla scena finale, quella del pugno al volto sferrato da parte del malvivente. Violenza gratuita, abnorme, priva di una causa scatenante. Il rifiuto Stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, aggressore e vittima non si conoscevano. Anzi. I fatti potrebbero essere andati in questo modo: il 30enne chiede una birra ma non intende pagarla. Ci aveva provato anche in un altro locale, ma gli era andata male. È a questo punto, infatti, che si scatena una reazione vile e priva di senso: «Che cosa vuoi tu da me?...», prima di sferrare un pugno in pieno volto. La caduta e la corsa in ospedale da un lato. Dall’altro, la fuga dei due vigliacchi, secondo quanto viene ricostruito dal racconto fornito da un testimone. A rispondere alle domande dei carabinieri, è un uomo che abita in zona, che si era soffermato nella birreria a pochi passi da casa. Ha spiegato il testimone: «Non so cosa si siano detti, posso solo confermare di aver visto la scena del pugno. Conosco il gestore del locale, una persona perbene, sempre disponibile nei confronti dei clienti. Un pugno al volto, a freddo, senza che vi fosse alcun dissidio apparente». Poi: «Li ho inseguiti. Erano in due. Sono scappati. Parlavano con un marcato accento napoletano, lui avrà al massimo una trentina di anni, capelli corti e neri, corporatura snella; l’altra è una donna che ha al massimo 25 anni». Per un centinaio di metri, il testimone ha provato ad inseguire la coppia, fino a quando non ha deciso di fare ritorno all’interno del locale. Le telecamere C’è un ultimo aspetto che viene ricordato da parte del testimone: «La donna ha anche urlato “lasciatelo stare...”, nel tentativo di allontanare chi li stava inseguendo». Sono scappati in direzione via Pietro Castellino. C’è una traccia da seguire. Gli inquirenti hanno infatti recuperato alcune immagini di videosorveglianza sul tragitto battuto dalla coppia in fuga. Una possibile svolta potrebbe arrivare proprio dalle telecamere sul tragitto imbroccato dal picchiatore e dalla sua compagna. Una vicenda finita in Procura. Al momento le accuse sono di lesioni gravissime, nella speranza che nelle prossime ora possa migliorare il quadro clinico dell’imprenditore 50enne. Inchiesta condotta dal pm Luigi Landolfi, sotto il coordinamento del pool criminalità ordinaria, al vaglio degli inquirenti una serie di testimonianze. Si parte da un dato di fatto: troppe persone in giro, pochi controlli da parte delle forze dell’ordine. Il video