Aveva 95 anni. Dal referendum sulla legge 40 ai Dico: la sua linea che ha segnato un'epoca

Il cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza episcopale italiana, è morto. Il porporato aveva 95 anni. Ruini è stato il grande “regista” della Chiesa italiana a cavallo tra la fine della Prima Repubblica e gli anni Duemila. Teologo emiliano di ferro, nato a Sassuolo nel 1931, Ruini è stato per sedici anni (dal 1991 al 2007) il potentissimo presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e Vicario del Papa per la diocesi di Roma, diventando uno dei principali consiglieri di Giovanni Paolo II e, successivamente, di Benedetto XVI.

La strategia del “Ruinità”

Più che un semplice leader spirituale, Ruini è stato un fine stratega politico e culturale. Con la scomparsa della Democrazia Cristiana, ha teorizzato e applicato il cosiddetto “progetto culturale”: la Chiesa non doveva più appoggiarsi a un unico partito, ma doveva farsi valere nella società sui temi etici, considerati “non negoziabili”.

Il culmine di questa strategia si è visto in due momenti chiave: