Una mano regge lo smartphone, l’altra indica il cuore. Le fiamme e la corona di spine del Sacro Cuore convivono però con le notifiche di Instagram, mentre l’aureola sembra trasformarsi nella luce fredda di una ring light. È apparso così, nei giorni scorsi, il Cristo contemporaneo dipinto su una parete di viale Ippocrate, a Barletta, proprio in concomitanza con la solennità del Sacro Cuore di Gesù.
L’autore resta sconosciuto. L’opera ha già diviso la città: per alcuni è irriverente, per altri una critica efficace alla società dell’immagine, per altri ancora un tentativo di tradurre il sacro nella lingua visiva del presente.
Il dettaglio più forte è quello dei cuoricini. Nell’iconografia cristiana il cuore indicato da Gesù rappresenta un amore autentico, ferito, disposto al sacrificio. Qui, invece, quel sentimento sembra misurato da reazioni istantanee: like concessi con un tocco, spesso “da divano”, facili da mostrare e altrettanto facili da dimenticare. L’amore diventa approvazione numerica, la compassione rischia di esaurirsi in una notifica.
Ma le icone possono suggerire anche altro. Potrebbero essere richieste di attenzione che raggiungono continuamente il cuore: sofferenze e solitudini da non limitarsi a visualizzare.








