Una ring light al posto dell’areola. Sguardo intenso, profondo e occhi diretti verso lo smartphone, pronto per scattare un selfie. Nel Sacro cuore, tra le spine, le icone social più famose: like, commenti e follow. Gesù ai tempi dei social: è questo il murale comparso a Barletta in viale Ippocrate, nei pressi dell’ospedale Dimiccoli: l’immagine, tra sacro e profano, ha fatto scatenare il dibattito e la polemica non solo tra i residenti, ma anche sui social.
“Ho fotografato questo murale a Barletta e non capisco il senso e il significato di questo soggetto - ha scritto l’artista Gino Pastore, pubblicando lo scatto sui social - qualcuno di voi è in grado di dare una risposta?”. “Come denuncia sociale - scrive un utente - cade senza ombra di dubbio nella blasfemia. Poi ad alcuni piace, ma sono anticattolici e non fanno testo. Altri invece hanno compreso”.
C’è chi poi sottolinea il vero potere dell’arte, ovvero quello di non dover essere discussa. E poi, chi ritiene che la “fede non sia una barzelletta”, come il catechista Michele. La sua riflessione pubblicata su Facebook ha l’obiettivo di evidenziare che “Gesù non è un influencer da ritrarre con lo smartphone in mano per fare colpo sui social. Si può discutere di arte, di street art, di provocazione. Ma c’è un limite: il rispetto”.










