Per chi era in mare, il rumore è arrivato prima del significato. Un colpo secco, nel bianco grigio del Canale della Manica, dove ogni giorno transitano navi commerciali, unità militari, traghetti, pescherecci e imbarcazioni da diporto. Stavolta però non si è trattato di un normale episodio di “traffico marittimo complesso”. Secondo quanto riferito da uno yacht registrato nel Regno Unito, una nave da guerra russa avrebbe esploso un colpo di avvertimento a circa 500 yard, vale a dire poco meno di 460 metri, mentre l’imbarcazione civile si trovava a circa 20 miglia a sud dell’Isola di Wight, fuori dalle acque territoriali britanniche. Londra ha confermato di star verificando l’accaduto; i media britannici identificano la nave coinvolta nella fregata russa Admiral Grigorovich. Non risultano feriti né danni allo yacht.
È un episodio che, preso isolatamente, potrebbe sembrare un incidente di navigazione ad alta tensione. Ma inserito nel contesto delle ultime settimane assume un peso diverso. La Admiral Grigorovich non è un’unità qualunque comparsa per caso nel braccio di mare tra Inghilterra e Francia: da mesi è una presenza osservata con attenzione dalla Royal Navy, che l’ha seguita a più riprese mentre scortava unità russe e navi mercantili lungo rotte sensibili per la sicurezza e per l’economia energetica del continente. In aprile, secondo la stessa Royal Navy, la fregata è stata monitorata senza interruzione per un intero mese, accompagnando un sottomarino e circa sei navi mercantili o di supporto tra Mare del Nord, Atlantico, Mediterraneo e Baltico.










