De Palma: "Noi siamo la dimostrazione che si può essere la forza sindacale democratica più rappresentativa dei metalmeccanici". Il leader della Cgil: “Se c'è una cosa che ho imparato, è che sentirsi metalmeccanico è sentirsi corporativo, pensare che chi lavora è colui che produce la ricchezza e in quanto tale ha la capacità di pensare ai diritti di tutti i lavoratori".
L’immancabile ‘banchetto’ con le felpe rosse della Fiom, la banda di Livorno che suona Bella Ciao, Internazionale e l’Inno dei lavoratori, un commosso Maurizio Landini che ricorda i primi passi mossi nel sindacato dei metalmeccanici. Nella città portuale sulla costa toscana, la Federazione Impiegati Operai Metallurgici celebra i suoi 125 anni, proprio nella città in cui è nata, il 16 giugno 1901, nella sede della Fratellanza Artigiana dove si svolse il congresso fondativo. La due giorni è culminata oggi con l’iniziativa ‘La storia al lavoro’ al Cinema Teatro 4 Mori, occasione per ripercorrere la storia del sindacato e guardare al futuro. Per il segretario generale della Fiom Michele De Palma, “se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro lo si deve anche agli scioperi del marzo del '43 delle metalmeccaniche dei metalmeccanici”, la sfida per il futuro “è governare il cambiamento. Essere lì dove c'è l'innovazione, mettere l'intelligenza artificiale a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori e dell'umanità, non contro i lavoratori e contro l'umanità”.









