Evian (Francia), 16 giugno 2026 – Quando, nel 1975, la Francia organizzò il primo G6 (poi diventato G7) nel castello di Rambouillet, vicino a Parigi, l’obiettivo delle principali potenze economiche e industriali dell’epoca era quello di rispondere alla prima crisi energetica del 1973-74 e coordinarsi meglio. Nel 2003, il Paese transalpino accolse nuovamente il vertice, questa volta sulle rive del lago di Ginevra, a Évian-les-Bains, dopo lo scoppio della guerra in Iraq e una nuova crisi energetica mondiale. Guerre e crisi energetiche che tengono banco anche al G7 di oggi, seppur con scenari diversi.
Celebre in tutto il mondo per la sua acqua minerale, la cittadina di 9.000 anime è solita accogliere grandi eventi internazionali grazie alla sua posizione strategica tra Francia, Svizzera e Italia, che permette l’installazione di un perimetro di sicurezza relativamente semplice rispetto ad altre sedi, senza contare la vista mozzafiato e il facile accesso garantito dal vicino aeroporto di Ginevra.
“A Évian spetterà a tutti i partecipanti rivolgere al mondo un messaggio di fiducia: siamo determinati a fare tutto il possibile affinché l'economia mondiale riparta”. Le parole pronunciate da Jacques Chirac, presidente francese tra il 1995 e il 2007, potrebbero essere quelle di Emmanuel Macron oggi. E infatti, nonostante in vent’anni il mondo sia cambiato, alcune cose sono rimaste immutate.










