"Se brucia il McDonald's dove sanno che ci va tutto il quartiere, dai maranza etc, e poi c'è scritto «Free Palestine», sicuramente si parla molto di più se zompa una pentola fuori dalla porta del Dap". Progettavano azioni contro l'Alta Velocità e contro i principali fast food, ma si preoccupavano anche della disciplina delle giovani reclute: "Parlano troppo al telefono". Sono solo alcune delle intercettazioni raccolte negli atti dell'inchiesta della Procura di Roma, che ha portato all'arresto di sette anarchici in tutta Italia, accusati di aver costituito e organizzato una compagine criminale — o "gruppo di affinità" — per compiere atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione. Tra le azioni contestate, sabotaggi con esplosivi rudimentali: tra questi, quello del 14 febbraio 2026 che danneggiò la rete ferroviaria dell'Alta Velocità Roma-Firenze, attribuito a due dei fermati. Mentre altre due persone sono state fermate questa mattina durante lo sgombero del centro sociale Bencivenga a Monte Sacro.

Per Nico Aurigemma e Micol Marino è stato disposto il carcere. Stessa misura per Stefano Marri, Francesco Benedetti, Arnau Casadevali Valletti. Ai domiciliari invece sono finite Giulia Vidotto e Luna Fratini. L’obiettivo del gruppo era chiaro. Allargare il fronte della protesta: “Sarebbe opportuno iniziare una possibile campagna con energia, col botto”. E, aumentare il bacino per essere ancora più incisivi. “creare le condizioni per creare e spingere perché alla fine le persone hanno la voglia, tipo a Roma il 5 ottobre, perché poi quando scoppia il casino c'è tanta gente che si mette nel mezzo questo è un dato".