A più di sei mesi dall’approvazione dell’ultima Manovra Finanziaria, il contributo economico destinato a sostenere le spese di locazione dei genitori separati rimane bloccato in un limbo burocratico. Per l’attivazione effettiva si attende il provvedimento ministeriale congiunto. Ecco il quadro completo delle disposizioni previste, dei criteri di assegnazione e delle incertezze da risolvere.

L'ultima Legge di Bilancio ha introdotto un pacchetto di interventi volti a tutelare i nuclei familiari in condizioni di potenziale vulnerabilità economica. Tra questi, spicca una misura specifica di sostegno abitativo pensata per i genitori che, a seguito della fine del rapporto coniugale o di convivenza, si trovano ad affrontare l'improvviso raddoppio delle spese per l'alloggio. Nonostante lo stanziamento formale delle risorse all'interno della cornice normativa nazionale, l'agevolazione non è però ancora operativa. L'assenza del decreto attuativo impedisce così ai potenziali beneficiari di inoltrare le domande, lasciando circa 15mila famiglie in attesa di indicazioni chiare sulle tempistiche di erogazione e sulle modalità di accesso.

Perché i fondi sono ancora bloccati Capiamo per prima cosa perché i fondi risultino ancora fermi. L'impasse burocratica è dovuta esclusivamente all'assenza del decreto attuativo. La Legge di Bilancio ha infatti definito solo l'inquadramento generale, demandando al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell'Economia, la stesura delle regole pratiche (come i limiti ISEE e la predisposizione delle piattaforme per l'invio delle domande), senza le quali i fondi restano di fatto "congelati". Che cos'è il bonus locazione per genitori separati Si tratta di un sussidio economico che avrebbe l'obiettivo di alleviare l'impatto finanziario derivante dalla necessità di reperire una nuova sistemazione immobiliare sul mercato privato. La misura si rivolge espressamente al genitore che, in esecuzione di un provvedimento di separazione, cessazione della convivenza o divorzio, ha dovuto abbandonare la residenza familiare precedentemente condivisa con l'ex partner e i figli (casa che, nella maggior parte dei casi, viene assegnata al genitore collocatario della prole).