Porte pesanti e arrugginite, celle quasi senza luce e finestrella troppo in alto per vedere più di un briciolo di cielo.

Tutto intorno silenzio, storia, pena, dolore, disperazione e speranza.

Adesso il carcere sull’isolotto di Santo Stefano (ventisette ettari in tutto su un miglio da Ventotene) è stato messo in sicurezza e neanche manca più troppo al suo definitivo restauro.

Una storia di recupero iniziata prima nel maggio 1987, quando l’ex carcere fu dichiarato dal ministero dei Beni culturali “Bene di particolare interesse storico artistico” dal ministero dei Beni culturali, poi nel marzo 2008 “Monumento nazionale” dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il carcere (il 25 febbraio 1965) chiuse per sempre i battenti il 25 febbraio 1965 e da allora furono decenni di furti, vandalismo, incuria e degrado, finché nel maggio 2016 il Cipe finanziò con 70 milioni il restauro, la valorizzazione e la rifunzionalizzazione dell’isolotto e nel gennaio 2020 Silvia Costa fu il primo “Commissario straordinario del governo per il recupero e valorizzazione dell'ex carcere borbonico dell'Isola di Santo Stefano-Ventotene”.