A distanza di qualche ora il retrogusto è ancor più assimilabile al fiele. Un epilogo inatteso ed infelice. La notte non ha aiutato a metabolizzare una delusione cocente, atroce. La disfatta il giorno dopo è ancor più lacerante. Taranto si è svegliata sperando fosse solo un brutto incubo che sarebbe bastato aprire gli occhi per scacciare i fantasmi. Invece il popolo rossoblù, e la città tutta, hanno dovuto prender consapevolezza della cruda realtà. Il fallimento di una stagione e di un progetto, almeno per ora. Il campo ha emesso il suo verdetto, la formazione ionica resta in Eccellenza, al netto di eventi, e provvedimenti, che esulano dal mero risultato sportivo. In pillole l’unico ascensore, peraltro decisamente ipotetico, resta il ripescaggio.

Ed anche di questo aspetto ha parlato il sindaco, Piero Bitetti, nella disamina del giorno dopo intrisa di tristezza ma che, al contempo, lancia un concreto messaggio di speranza. «Mi sembra superfluo sottolineare la profonda delusione per una sconfitta inattesa e per il mancato raggiungimento dell’obiettivo che tutti attendevamo - è il commento del primo cittadino - l’inopinata sconfitta con il Gladiator, del quale comunque vanno riconosciuti i meriti, ci ha punito oltre le nostre mancanze che, pure, innegabilmente ci son state. Meritavamo, sicuramente, la vittoria a Massafra ma anche, sette giorni prima, ad Aversa. Diverse le cause che lo hanno impedito. Non trascurabile quella riconducibile ad una conduzione arbitrale, quanto meno, discutibile. Ma l’arbitro è una delle componenti di questo meraviglioso sport e, come tutti, può sbagliare e va, al di la di ogni considerazione tecnica, rispettato. Sicuramente l’arbitraggio ci ha penalizzato ma va considerato una delle tante congiunture negative che hanno determinato questo esito infausto».