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Gli spalti gremiti dai tifosi della Pietralunghese e il patron, Giuliano Martinelli

"Papà, ma la maglietta rossoblù c’è anche per me? Certo, oggi andiamo tutti allo stadio. Prendi il cappello però perché farà caldissimo". E dalle finestre, già risuona il coro "Ovunque tu sarai, ci sentirai cantare. Per questa maglia che è stato il primo amore, noi sempre ci saremo, sognando la Promozione", sparato dai megafoni già accesi dal mattino. E poi i bar al lavoro a tempo pieno, ristoranti full. "Ma che sono oggi tutte queste macchine?". Ma come? Oggi gioca la Pietralunghese. Già, non solo gioca, ma vince anche. Una domenica 14 giugno 2026 che resterà impressa come una delle domeniche più belle vissute dalla comunità di Pietralunga. Non solo gli appassionati di calcio, ma tutti i duemila abitanti si sono ritrovati allo stadio Vincenzo Martinelli per tifare la squadra del patron Giuliano Martinelli, impegnata nel ritorno della finale playoff nazionale di Eccellenza. Bisognava solo vincere per salire in serie D e vittoria è stata. "Ma come potevi non vincere davanti ad un pubblico così?", dirà a fine gara Alessio Abibi, decisivo con le sue parate. Ed in effetti il colpo d’occhio del Martinelli era di qualcosa di unico. Tribuna strapiena, gente sulla recinzione dietro le panchine e seduta sui campi intorno allo stadio. Un calore incredibile, non solo atmosferico, che ha permesso ai ragazzi di Luca Pierotti di rimontare lo svantaggio iniziale, firmando tre reti ai sardi dell’Ilva Maddalena. Un 3-1 da consegnare alla storia, che permetterà alla Pietralunga calcistica di confrontarsi, nel prossimo campionato di serie D, con realtà come Siena, Ternana, Foligno. Squadre che, fino a qualche anno fa, a Pietralunga potevano venire, sì, ma per un ritiro o un’amichevole. È la soddisfazione più grande per un Pietralunghese doc che, la scorsa estate, durante la presentazione in piazza, andava in giro dicendo che a settembre 2026 la Pietralunghese avrebbe giocato a Siena. E tutti gli davano del pazzo. È stata la vittoria di una comunità che aveva bisogno di condividere una gioia dopo il dolore che, in settimana, aveva colpito il paese. La scomparsa del figlio di Primo Brunelli, di appena due anni. Proprio Primo che, due anni fa esatti, aveva firmato il gol che, per la prima volta, aveva portato la Pietralunghese in Eccellenza. "Avete un motivo in più per vincere" aveva detto Primo ai ragazzi prima della partita. E vittoria è stata, con la festa che, con i palloncini rossoblù è arrivata fin lassù.