Tomei premiato come miglior allenatore dei playoff, mentre il giocatore simbolo è stato Rizzo Pinna. Poi tutti in centro per la festa con i tifosi: una serata che resterà nella storia dei colori bianconeri. .Il triplice fischio finale dell’arbitro Drigo di Portogruaro è stata una liberazione. Da lì in poi tifosi e città si sono potuti godere la grande festa che si è sviluppata al Del Duca e poi nelle vie della città, compreso quanto avvenuto in centro storico dove poi sono culminati i momenti di giubilo. Caroselli, fumogeni, giochi pirotecnici in ogni angolo delle cento torri hanno fatto da cornice ad un momento che inevitabilmente resterà nella memoria di tutti per tanto tempo. Se qualcuno pensava di riuscire a vincere i playoff all’inizio della stagione probabilmente sarebbe stato preso per matto. Un passo alla volta con unità e compattezza, questo Ascoli però ha dimostrato di avere le carte in regola per poter riconquistare la credibilità e la fiducia del popolo bianconero che poi via via si è fatto letteralmente trascinare dai risultati e dalle incredibili prestazioni messe in campo dai giocatori sotto la guida illuminante del visionario Tomei. Prima del match onestamente c’era un po’ di paura. La stessa che ti rimane fissa nella testa quando ti scotti e ti fai davvero male.
La città esplode di gioia. "La regina delle Marche siamo noi». La coreografia e i fuochi d’artificio
Tomei premiato come miglior allenatore dei playoff, mentre il giocatore simbolo è stato Rizzo Pinna. Poi tutti in centro per la festa con i tifosi: una serata che resterà nella storia dei colori bianconeri. .






